PIERLU.org | il blog di pierluigi giaccarello

26 agosto 2012

Il fascismo 2.0

Questo post di Marco Bracconi su repubblica.it rappresenta bene il mio pensiero sull'uscita di Bersani nei confronti dei cosidetti fascisti del web. Date una letta... ;-) 
Era ora che uno dei leader si prendesse la responsabilità di chiamare le cose col proprio nome: troppo tardi, ma meglio tardi che mai. Eppure per sconfiggere i fascismi di oggi – bravissimi a dissimularsi da rivoluzionari della politica e della morale – non basta chiamarli per nome. C’è da togliere loro l’habitat in cui sguazzano.
Dire fascisti non basta, e se resta un dire senza politica rischia di essere perfino controproducente. Bisogna mettersi a testa bassa e smontare l’immagine di privilegio che – a torto o a ragione – si è creata attorno ai partiti. Adattare i tempi e i modi della politica alla crisi culturale in atto. Comprendere le pulsioni dell’opinione pubblica senza assecondarle. Disfarsi dell’abito di saccenza. Parlare alla pancia delle persone con spirito maieutico e non  pedagogico. Per troppo tempo i manganelli digitali sapientemente manovrati dai  guru della non-democrazia diretta sono stati relegati nel rassicurante alveo dell’antisistema. E indugiando nell’equivoco, colpevolmente, si è perso tempo prezioso. Potrebbe essere troppo tardi. Ma meglio tardi che mai. Bersani fa bene a ricordare il 1919 e a invitare tutti a rileggersi un po’ di storia.  Adesso però lui e gli altri si rileggano quella stessa storia, e rimandino a mente il capolavoro suicida con cui gli attori della democrazia di allora aprirono la strada al fascismo. E  dopo aver avuto il coraggio di chiamare le cose col loro nome, evitino di fare gli stessi identici errori. (marco bracconi su repubblica.it)