PIERLU.org | il blog di pierluigi giaccarello
30 aprile 2013
Riapre il Bosco dei Frati con la nuova gestione
Taglio del nastro, con un pienone di pubblico, domenica mattina, per il Bosco dei Frati, riaperto "ufficialmente" nella nuova gestione della Enars Acli. Più di duecento persone hanno voluto approfittare della bella giornata per visitare il Parco Buzzaccarini, ripulito e rimesso a nuovo dai volontari dell'associazione che ha vinto il bando per la gestione. I visitatori hanno poi potuto festeggiare con il buffet e l'aperitivo nel verde, mentre i bambini giocavano allo spettacolare Gioco dell’oca gigante, allestito per l'occasione. Sempre nella stessa giornata è decollato anche il bookcrossing, una iniziativa a chiusura della "Settimana del libro": al chiosco circoleranno un centinaio di libri, che tutti possono prendere in prestito e restituire poi in questo o in altri luoghi destinati al bookcrossing. Tante le attività in programma prossimamente: a giugno partirà tutti i lunedì la Zumba con Eros, e non mancheranno nemmeno ballo liscio e latino americano e i concerti dal vivo. È già stato allestito anche un campo da pallavolo.
Un partito in attesa.
Ieri alla Camera solo due deputati del PD non hanno votato la fiducia al governo Letta, l'indipendente Mattiello e l'ormai noto alle cronache Civati che oggi in un post racconta un partito sempre più chiuso in se stesso. Da una parte la base di iscritti ed elettori dove vi è un generale dissenso rispetto al governissimo, dall'altra i dirigenti che in nome della responsabilità e della pacificazione (termine che ieri riempiva la bocca dei parlamentari almeno quanto la saliva) hanno accettato queste larghissime e vaghissime intese.
Ieri ho incontrato al supermercato un militante del PD che si rammaricava per la mia uscita dal partito e mi invitava ad attendere il congresso perché sono "loro" (non ho capito se si riferiva ai 101 sconosciuti o più in generale al gruppo dirigente) a doversene andare, non "noi", sostenendo che nei circoli non vi sono le divisioni che guastano il partito a Roma. L'ho ascoltato, ringraziato ma me ne sono andato con l'impressione che anche fra i militanti nei nostri circoli il confine fra le categorie del loro e del noi stia diventando sempre più confuso. Da quando il PD è nato la maggior parte di essi si è sempre comportato secondo la logica delle appartenenze pregresse e il partito è quello che si è voluto che fosse. E le responsabilità non hanno i capelli bianchi: i giovani democratici che oggi sono impegnati in un #occupypd permanente hanno vissuto vicende simili.
Ieri Enrico Letta ha enunciato un programma di cui questo Paese ha bisogno da vent'anni (legge sui conflitti di interesse a parte). Ma si è dato diciotto mesi per verificarne l'efficacia. Tuttavia, quali che siano i risultati, ho l'impressione che questo governo durerà di più, tutto il tempo necessario a far sì che Matteo Renzi non basti a questo PD per tornare a vincere da solo.
Ieri ho incontrato al supermercato un militante del PD che si rammaricava per la mia uscita dal partito e mi invitava ad attendere il congresso perché sono "loro" (non ho capito se si riferiva ai 101 sconosciuti o più in generale al gruppo dirigente) a doversene andare, non "noi", sostenendo che nei circoli non vi sono le divisioni che guastano il partito a Roma. L'ho ascoltato, ringraziato ma me ne sono andato con l'impressione che anche fra i militanti nei nostri circoli il confine fra le categorie del loro e del noi stia diventando sempre più confuso. Da quando il PD è nato la maggior parte di essi si è sempre comportato secondo la logica delle appartenenze pregresse e il partito è quello che si è voluto che fosse. E le responsabilità non hanno i capelli bianchi: i giovani democratici che oggi sono impegnati in un #occupypd permanente hanno vissuto vicende simili.
Ieri Enrico Letta ha enunciato un programma di cui questo Paese ha bisogno da vent'anni (legge sui conflitti di interesse a parte). Ma si è dato diciotto mesi per verificarne l'efficacia. Tuttavia, quali che siano i risultati, ho l'impressione che questo governo durerà di più, tutto il tempo necessario a far sì che Matteo Renzi non basti a questo PD per tornare a vincere da solo.
29 aprile 2013
Sui revisori dei conti della casa di riposo di Monselice
A partire da quest'anno è stata introdotta una normativa che prevede che i revisori dei conti dei comuni italiani non vengano più nominati dalle maggioranze che li governano ma estratti a sorte da uno specifico albo a cui si possono iscrivere gli aventi diritto. Per qualcuno l'ennesima burocrazia che può rallentare l'azione amministrativa (il punto di vista del sindaco Lunghi), da parte mia una normativa di buon senso che garantisce i cittadini rispetto ad un controllo dei bilanci pubblici indipendente da chi li redige (ma il sindaco ha detto che ragiono così perché non ho mai amministrato...).
Benché questa normativa per ora non sia estesa ad enti a completa gestione pubblica come le case di riposo, durante l'ultimo consiglio di amministrazione del centro servizi per anziani di Monselice ne ho proposto l'adozione. Era infatti all'ordine del giorno, su proposta del presidente Vitale, il rinnovo dell'incarico triennale agli attuali revisori dei conti senza alcuna discussione preventiva in consiglio né l'esame da parte dello stesso di altri curricula.
Ho espresso il mio voto contrario non evidenziando alcuna perplessità personale o professionale che riguardasse gli attuali revisori. Mi sono solo premurato di proporre una forma di discontinuità a esclusiva tutela dell'ente, di chi lo governa e di chi lo finanzia, ossia gli ospiti e noi contribuenti: una scelta che garantisse la terzietà di questi soggetti controllori rispetto ai controllati e che ci avvantaggiasse di un esame più approfondito del bilancio affidandolo a qualcuno che non l'avesse mai visionato precedentemente. Motivazioni rimaste purtroppo inascoltate.
Benché questa normativa per ora non sia estesa ad enti a completa gestione pubblica come le case di riposo, durante l'ultimo consiglio di amministrazione del centro servizi per anziani di Monselice ne ho proposto l'adozione. Era infatti all'ordine del giorno, su proposta del presidente Vitale, il rinnovo dell'incarico triennale agli attuali revisori dei conti senza alcuna discussione preventiva in consiglio né l'esame da parte dello stesso di altri curricula.
Ho espresso il mio voto contrario non evidenziando alcuna perplessità personale o professionale che riguardasse gli attuali revisori. Mi sono solo premurato di proporre una forma di discontinuità a esclusiva tutela dell'ente, di chi lo governa e di chi lo finanzia, ossia gli ospiti e noi contribuenti: una scelta che garantisse la terzietà di questi soggetti controllori rispetto ai controllati e che ci avvantaggiasse di un esame più approfondito del bilancio affidandolo a qualcuno che non l'avesse mai visionato precedentemente. Motivazioni rimaste purtroppo inascoltate.
I 102 sparatori
Solo una cosa mi auguravo dopo il tragico evento di ieri: che qualcuno nel PD non usasse l'argomento che la fiducia al governo si DEVE votare perché potrebbe innescarsi un periodo di lotta violenta in caso di ulteriore impasse politica. La logica del male necessario. Dello sciroppo cattivo che fa tanto bene. Lo sparatore non è uno solo. Con la giornata di ieri salgono a 102.
27 aprile 2013
Se devi comprare una macchina fotografica come ti comporti?
Vi siete mai chiesti: ma se ci fossi io al posto loro come farei una determinata cosa? Mi riferisco a chi amministra la cosa pubblica, cioè i nostri soldi per esigenze della collettività.
Chiaro: ci sono cose che non hanno una risposta univoca data dal buon senso. Esistono questioni complesse che spaccano la popolazione proprio perché coinvolgono interessi contrastanti. Penso alla vicenda del revamping Italcementi o alla recente vicenda del biogas Agricola Berica su cui scriverò qualcosa nei prossimi giorni. E' normale che di fronte a certi argomenti il dibattito e le conseguenti posizioni possano essere molto diverse fra loro.
Ma se vi dicessi che il comune ha bisogno di acquistare una macchina fotografica Nikon D3200 con obiettivo e memory card cosa fareste se foste un dirigente che guadagna migliaia di euro al mese? Se doveste acquistarla voi con i vostri soldi come vi comportereste?
Pensateci, rispondetevi e poi cliccate qui per vedere come ha deciso di farlo il comune di Monselice e qui per vedere dove sarei andato io. Con quei 300 euro avrei fatto dell'altro.
Chiaro: ci sono cose che non hanno una risposta univoca data dal buon senso. Esistono questioni complesse che spaccano la popolazione proprio perché coinvolgono interessi contrastanti. Penso alla vicenda del revamping Italcementi o alla recente vicenda del biogas Agricola Berica su cui scriverò qualcosa nei prossimi giorni. E' normale che di fronte a certi argomenti il dibattito e le conseguenti posizioni possano essere molto diverse fra loro.
Ma se vi dicessi che il comune ha bisogno di acquistare una macchina fotografica Nikon D3200 con obiettivo e memory card cosa fareste se foste un dirigente che guadagna migliaia di euro al mese? Se doveste acquistarla voi con i vostri soldi come vi comportereste?
Pensateci, rispondetevi e poi cliccate qui per vedere come ha deciso di farlo il comune di Monselice e qui per vedere dove sarei andato io. Con quei 300 euro avrei fatto dell'altro.
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